Alberto Liguoro notizie

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alberto ligALBERTO LIGUORO AMICO DELL’ISOLA D’ISCHIA nonché PIONIERE del progetto culturale “La mia isola” a cura di Roberta Panizza e di Bruno Mancini è candidato come CAPOLISTA all’elezione per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nella “LISTA CIVICA INDIPENDENTE”.

ALBERTO LIGUORO è un sincero amico dell’ARTE.
ALBERTO LIGUORO è un sincero amico dell’ISOLA D’ISCHIA
ALBERTO LIGUORO è un uomo che ha come massimo obiettivo la LIBERTA’ di STAMPA.
Cosa vogliamo di più per appoggiare la sua candidatura in ogni modo?
Diamoci da fare, amici, ne vale la pena!
Ecco un comunicato che v’invito a divulgare.

DOMENICA 23 e LUNEDI 24 Maggio
Elezioni per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Unione del commercio di Milano – Corso Venezia 47
Alberto Liguoro è candidato quale capolista
per il Consiglio Nazionale Pubblicisti (SCHEDA Beige)
nella “LISTA CIVICA INDIPENDENTE” guidata da Franco Abruzzo e Gianni De Felice.
Se sarà eletto lavorerà per il conseguimento di un unico obiettivo: la massima realizzazione della LIBERTA’ di STAMPA.
Oggi l’Italia è relegata al 72° posto (rapporto Freedom House). Il nostro Paese deve uscire dalla “semi-libertà” di Stampa.
La “Lista Civica Indipendente” farà di tutto perché l’INFORMAZIONE in Italia torni ad essere quella che un Paese Civile merita; e gli altri?
Per contatti ed informazioni:cell.3355348663
[email protected]
“>[email protected]
www.francoabruzzo.it sono le note biografiche di tutti i candidati della “Lista Civica Indipendente” ed ecco il suo

6. Consiglio nazionale PUBBLICISTI (scheda ROSA)

Alberto LIGUORO. Coniugato, con tre figlie, nato il 28 marzo 1944 a S.Marco dei Cavoti (Benevento), residente in Milano. Dal 1969 al 1991 in Magistratura con esperienze varie in Milano e Napoli anche presso la magistratura minorile. Dal 1986 al 1991 Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano. Uscito dalla Magistratura col grado di Consigliere di Cassazione, il 6.6.1991 si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano; il 7.9.1991 all’Albo Speciale presso la Corte di Cassazione. Attualmente esercita l’attività di avvocato in Milano. Iscritto all’albo dei pubblicisti anche con lo pseudonimo ALGOR, dal 14 Febbraio 2000. Nell’anno 1998 ha avuto una collaborazione continuativa con “L’Indipendente”; nel 1999 una collaborazione con il quotidiano napoletano “Cronache di Napoli”; dal 2001 al 2008 ha collaborato periodicamente con la rivista giuridica Diritto e Giustizia – Giuffré. Ha pubblicato diversi romanzi e raccolte di poesie e racconti brevi. Con decreto del Presidente della Corte d’Appello di Milano del 9.1.2002, nominato componente del Collegio della Corte d’Appello di Milano competente per i giornalisti sui ricorsi ex art.63 legge.69/63. Alcuni riferimenti sul web: www.literary.it (www.literary.it/ali/alberto.liguoro–http://alberto.liguoro.literary.it ); http://sites.google.com/site/algorsite/: www.gliautori.ning.com/ (v. in particolare, nella sez. “lo scrittore”, intervista rilasciata a Maristella Angeli il 25.3.2010)

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volantino
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ALBERTO LIGUORO – Poeta- Magistrato
Grande amico dell’Isola d’Ischia aderisce al progetto “La mia Isola”
Antologie Poetiche a cura di Roberta Panizza e Bruno Mancini

Scrivere di Alberto Liguoro è come presentare l’ideale prototipo d’artista che è comune a gran parte di chi manifesta i propri impulsi letterari per pura necessità espressiva scevra da ogni altra sovrapposizione d’interessi pratici o commerciali.

Chi almeno una volta nella vita si sia abbandonato, senza remore e senza limitazioni, a rendere fruibili “amor ch’ e’ ditta dentro” (Dante Alighieri – Purgatorio XXIV, 53-54)
per le poche o tante persone interessate o semplicemente curiose di saperlo, avrà ben chiara la voglia irrefrenabile di non tenere in alcun conto regole e regolamenti, vocabolari, grammatiche e sintassi in letteratura, oppure cromatismi e prospettive nella produzione pittorica, o anche battute tempi e chiavi negli allestimenti musicali, che attanaglia nel momento della “creazione”.
Alberto Liguoro ha il pregio intellettuale di comprendere la scarsa forza del traino cui affiderà la sua opera “spontanea” ed ha la forza selvaggia e quasi animalesca di pretendere anche in solitudine il rispetto del suo “territorio artistico”.

La scrittura di Alberto Liguoro è uno scandalo, uno scandalo mi viene voglia di dire di proporzioni sociali, per quanto essa riesce placidamente ad irridere la superficialità di quei sparuti lettori che si avvicinano alle opere poco o per niente pubblicizzate dai soliti imbonitori giornalistici e televisivi.
Personaggi per lo più strani che spesso, non senza torto, si degnano di aprire i libri “anonimi”, quasi sempre ricevuti in regalo, e lo sfogliano con la supponenza di chi non debba far altro che attendere di essere servito la trama e i personaggi su un vassoio dai decori semplici e banali.
Afflitti dallo snobismo di chi intenda non dover compiere alcuno sforzo cerebrale per trasformare il libro da possesso materiale a possedimento intellettuale, trattandosi di un libro, ripeto, del quale non è stato indotto a leggere pagine in ragione del prudente atteggiamento di chi desideri ben figurare nella massificata società culturale diretta dai soliti nomi, non di rado chiedono al libro figlio di “nessuno” di svolgere la funzione di riparo dai raggi del sole a ferragosto, restando poggiato sul naso per difendergli gli occhi dalla luce, poiché, infatti, a far pensare… a far pensare bastano loro “GLI EDITORI”!

La scrittura di Alberto Liguoro è uno scandalo.
E’ uno scandalo anche quando, disattivata la bucolica contemplazione, e con lo spirito in subbuglio, scrive elegie non sul piacere di ascoltare psicodrammatici accadimenti tipo
“Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;”

o su quanto sia doloroso ammettere che

“Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:”,

ma quando la sua penna, più che scrivere semplicemente, incide le coscienze, con frasi che perseverano tenaci nella mente di chi le legge e che lanciano sfregi indelebili contro l’immonda burocrazia fin tanto che non nascondono il disprezzo per la stratificante acquiescenza alla illegalità.

E’ scandalo ciò che scrive Alberto Liguoro, è scandalo nelle forme e nelle essenze.
Tenetevi alla larga… rischiate di inquinare malamente il vostro placido disinteresse per tutto quanto non è Mondadori!!

Chi sarà mai questo novello Poeta Novelliere?
Coniugato (Maria Rosaria Mollo) con tre figlie , cittadino italiano, nato il 28 marzo 1944 a S.Marco dei Cavoti (Benevento) – Vive a Milano, innamorato pazzo dell’Isola d’Ischia, l’ha eletta a sua residenza estiva.

Nel 1969 entra in Magistratura.
Dal 1986 al 1991 Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano.
Nel 1991 esce dalla Magistratura col grado di Consigliere di Cassazione e si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano; in pari data all’Albo Speciale presso la Corte di Cassazione.
Attualmente esercita l’attività di avvocato in Milano.

Iscritto all’albo dei pubblicisti presso l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia oltre che con le proprie generalità, con lo pseudonimo ALGOR.
Nell’anno 1998 ha avuto una collaborazione continuativa con “L’Indipendente” di Milano.
Nel 1999 una collaborazione con il quotidiano napoletano “Cronache di Napoli”.
Dal 2001 al 2008 ha collaborato periodicamente con la rivista giuridica Diritto e Giustizia – Giuffré.

Scrive da sempre, e segue con assiduità le nuove proposte letterarie che rimbalzano sulla stampa italiana, fin a che, un giorno, durante una delle sue consuete vacanze ischitane legge un articolo del quotidiano “Il Golfo” che presenta il progetto di Antologie Poetiche “La mia isola” proposto dal sito di scrittura www.poesiaedintorni.it diretto da Roberta Panizza che ha da tempo designato Ischia come sede (non solo ideale) delle sue proposte culturali, ne annota l’indirizzo e si iscrive.
Trova interessante il dibattito che in esso si svolge, e per aderire al progetto “La mia isola” avvia i fruttuosi contatti che gli consentiranno di partecipare come Autori nell’Antologia Poetica “Ischia, un’isola di…” di prossima pubblicazione.

Intervista

Quale è il suo rapporto con l’Arte e come è nato?

L’Arte è una grave malattia dalla quale non si guarisce mai. Io l’ho contratta inconsapevolmente quando ero ancora bambino.

Ischia e la cultura potrebbero rappresentare un binomio vincente turisticamente?

Deve essere vincente. Appartiene alla centralità del futuro dell’Isola d’Ischia.
Le alternative sarebbero, da un verso, il degrado e l’imbarbarimento e, dall’altro, la massificazione consumistica. Tutto ciò che nessuno vorrebbe o auspicherebbe.

Provocatoriamente le chiedo se ha letto l’Antologia poetica “Ischia, un’isola d’amore” e cosa ne pensa?

Certo che l’ho letta. Penso che sia uno scossone alla pigrizia e alla noia, L’azione di un detective o di più detective (Bruno Mancini, Roberta Panizza ecc.) che cercano di delineare l’identikit dell’assassino (il poeta) e ricostruire il delitto (la poesia). Azione alla quale sono felice e mi onoro di partecipare, dando il mio contributo allo scopo di giungere alla soluzione del caso, quale agente semplice che collabora, carta e penna in mano.

Quale è il messaggio che intende mandare per promuovere l’interesse verso la Poesia?

La Poesia è come la vita, appartiene a tutti. Poi ciascuno ne è arbitro, così come è arbitro della propria vita.

Le piace Ischia?
Venivo ad Ischia da bambino con i miei genitori. Qui hanno avuto vita le mie prime schermaglie sentimentali. Qui ho conosciuto colei che poi è ancora oggi mia moglie. Qui si è sposata una delle mie figlie. Qui oggi vengono a passare le vacanze i miei nipoti con le famiglie. Io e mia moglie ci torniamo spesso durante l’anno. Due volte ho chiaramente visto il raggio verde. Potrei non amarla? Anzi proprio perché mi è sempre piaciuta per la sua bellezza e varietà è accaduto tutto quanto ho detto.
Devo dire, però, che ultimamente è un po’ mortificata proprio da coloro che le vogliono bene o dicono di volerle bene. Ma si rifarà, ne sono certo. I millenni alle spalle sono certo di buon auspicio per i millenni a venire.

Quali sono i prossimi appuntamenti culturali che la vedranno protagonista?

C’è un solo grande appuntamento culturale che li racchiude tutti ed è quello della mia vita che, a 65 anni suonati, credo di poter finalmente orientare nel senso da me sempre desiderato e, per quanto possibile, perseguito, e cioè l’arte dello scrivere, con tutto ciò che comporta, compresa la possibilità di vedere la trasposizione dello scritto in opera scenografica o pittorica.

Grazie e alla prossima

Alberto Liguoro copertina 001Alberto Liguoro copertina 002Alberto Liguoro copertina

 

 

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Prose
La Maschera del Tempo
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Rumore di passi nei giardini imperiali

un’avvincente romanzo di fantascienza di Alberto Liguoro ed. Maremmi Firenze 2009 pag. 384 € 24.80 SBN 978-88-517-1559-5

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