Almerico Di Meglio

Almerico Di Meglio

25 maggio 2010 Ivana Caliendo 
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Intervista di Ivana CaliendoIschia – Almerico Di Meglio: una carriera giornalistica invidiabile! Ischitano doc e collaboratore di diversi giornali, dal 1979 è stato giornalista de Il Mattino di Napoli, caposervizio della Redazione Esteri, inviato speciale in quasi tutto il mondo. Per descrivere la sua carriera ci vorrebbero libri: è stato, tra l’altro, testimone del primo vertice sul disarmo Reagan-Gorbaciov, della caduta del Muro di Berlino, della rivoluzione rumena contro Ceausescu, delle prime elezioni libere nell’Europa dell’Est, della fine dell’apartheid e della liberazione di Mandela, del crollo dell’Urss (con l’unico reportage da tutte le repubbliche sovietiche da cui ha tratto un libro – “Viaggio tra le rovine dell’ex impero sovietico” – con commento dello storico Francois Fejto), della crisi seguita all’attacco del terrorismo islamico agli Usa, del semestre di presidenza italiana dell’Ue. Negli ultimi anni è stato notista di politica nazionale. Lo abbiamo incontrato a Ischia dove conta di tornare prossimamente a risiedere stabilmente.Come è cambiata Ischia in questi ultimi decenni?“In meglio, se pensiamo alla generale crescita economica della popolazione. In peggio, se guardiamo ai risultati di uno sviluppo turistico caotico, dissennato, con la criminale distruzione paesaggistica conseguenza, segnatamente, della mancata tempestiva adozione del piano regolatore intercomunale, che fece predisporre mio padre una quarantina d’anni fa”.

 

Condivide l’opinione che la spaventosa crisi turistica sia soprattutto colpa delle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni?

“Soprattutto, ma non solo. L’incapacità della magistratura di colpire con determinazione il sistema di corruzione ha finito per creare un generale clima di impunità e di arroganza che ha generato la crisi attuale. Mi dicono che il potere politico e quello economico vadano concentrandosi nelle mani di una oligarchia, che si allarghi la forbice tra ricchi e meno fortunati. Fosse vero, il rischio è grosso. Da terra d’emigrazione Ischia è divenuta terra d’immigrazione, l’isola è sovrappopolata. Ritengo, tuttavia, che proprio le difficoltà attuali possano spingere a una collettiva presa di coscienza della necessità di voltar pagina. Resta la ricchezza termale, gli arenili non mancano e potrebbero essere incrementati, la riqualificazione urbanistica potrebbe recuperare patrimonio ambientale e occupazione nell’edilizia. Ma servirebbe uno sforzo comune, mettere da parte quell’eccesso di litigiosità che impoverisce le tasche e la cultura di una comunità”.

La spiaggia dei Maronti da motivo di vanto a motivo di vergogna. Molti turisti sono indignati perché, rispetto ad un tempo, la trovano malridotta. Lei ci è stato di recente, come l’ha trovata?

“A casa conservo una foto di mio padre che, sul Belvedere di Barano, indica i Maronti ad Alcide De Gasperi mentre spiega la necessità di una strada per arrivarci. Tra tante opere che realizzò quella fu la più importante, più della strada che collegò il Comune a Fiaiano costituendo anche un’alternativa viaria per Ischia e Casamicciola. Il progetto Maronti prevedeva anche una strada pedonale fino a Sant’Angelo, con lo sviluppo delle sorgenti di Olmitello e di Nitrodi e di Cava Scura.  Dico questo perché credo che quel progetto sia, mezzo secolo dopo, attualissimo, forse ancor più necessario”

Qual è il ricordo più bello della sua carriera?

“Ne ho tantissimi. Tra le centinaia di interviste, quelle a Gorbaciov allora segretario del Pcus, al ministro della Difesa Usa Weinberger, ai nuovi leader democratici dell.’Est… ma il più vivo è l’incredibile coincidenza a Città del Capo durante l’intervista al ministro degli Esteri Pik Botha: l’interprete scelta dal governo sudafricano era una immigrata dall’Eritrea e alla fine mi chiese se conoscessi il dottor Vincenzo Di Meglio nelle cui mani era nata ad Asmara. Quando le risposi che era mio zio e che era morto qualche anno prima si commosse. Questo ricordo mi emoziona ancora”.

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Il progetto LENOIS nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’ di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate, omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale. 3935937717 ,

 

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Succinta relazione relativa alla nascita dei progetti “La tua foto in copertina”, “La mia isola”, “La nostra isola”, “LENOIS”, “Adotta una poesia”, “Mondimancini”, “Otto milioni”, “Otto milioni – 2013″, “Da Ischia sempre poesia”. “Da Ischia, l’Arte”, “Notturno ischitano”. “Speciale Mondimancini”
Tutti i progetti nascono dal desiderio di costruire una TRIBU’ di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.
Prima o poi qualcuno doveva accorgersi che i tempi sono cambiati (i mecenati non vivono più nei palazzi ducali), che la pubblicità governa i nostri piaceri edonistici ed epicurei così come semina le spore di ideologie e di spiritualità, e che essa è la vera padrona delle nostre scelte e dei nostri portafogli.
Essere Scrittori – modestamente dilettanti come molti di noi -, anche se apprezzati da critici e da altri scrittori, anche se vincitori di premi e di attestati, non basta a dare respiro a quella che, infine, abbiamo compreso essere la vera ambizione di tutti noi “Artisti”: liberarci dei sogni e dei dubbi che sono state le prepotenti matrici delle nostre ispirazioni aprendoli alla conoscenza collettiva.
Leggere, vogliamo essere letti!
E’ questa la catarsi ambita, molto spesso incoscientemente, dalla maggioranza di coloro che si dedicano alle arti letterarie.
Nasce certo una controversia tra la spiritualità delle forme poetiche ed il materialismo proprio delle imprese produttive, ma oggi più che mai appare irrinunciabile annullare la dicotomia e procedere verso una stessa meta pur con interessi diversi. Ecco, pertanto, le proposte dei nostri progetti consentire che, sponsorizzando i nostri volumi di poesie, senza dubbio gli Autori dei testi, ma sicuramente anche le Aziende Commerciali, ottengano notevoli benefici quali possono essere considerati quelli derivanti da una rete alternativa di distribuzione, una forma innovativa di pubblicità aziendale, un nuovo strumento di propaganda personale, il rafforzamento di contatti operativi tra Cultura e Aziende, la gratificazioni per il serio lavoro di Scrittori, Artisti, ed Imprese Commerciali, e, non ultimo, il vantaggio derivante dall’effetto sorpresa conseguente alla novità dello strumento utilizzato per promuovere i propri prodotti.
Noi affermiamo che nessun libro viene cestinato prima ancora di essere sfogliato (come viceversa avviene per depliant, brochure, volantini, e cataloghi vari). La nostra esperienza ci dice che i libri ed i loro contenuti (siano anche messaggi pubblicitari) vivono e vengono letti da più generazioni, continuando a fare bella mostra di sé nelle case e nelle librerie, perché i libri sono cultura, serenità, malizia.
I libri aggiungono valore agli auguri. I libri aumentano il pregio dei regali.
I libri donano intensità emotive.
I libri sprigionano emozioni.
I libri offrono esperienze insostituibili.
I libri rappresentano patrimoni di conoscenze.
I libri arricchiscono competenze.
I libri spandono seduzioni.
I libri suscitano serenità.
I libri adornano di charme.
I libri diffondono culture.
I libri posseggono fascino.
I libri infondono distensione.
I libri non ingannano, ma ammaliano.
I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.
Grazie per l’attenzione.
Bruno Mancini
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