Crea sito

Antonio Spagnuolo

Oggi parliamo di...

C O N T A T T A C I [email protected]

Antonio Spagnuolo

Nuovo amico del progetto culturale

La nostra isola

ideato da

Bruno Mancini

 

http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/ischia-unisola-di/11280350?showPreview

ANTONIO SPAGNUOLO aderisce al progetto

“La nostra Isola”

Antologie Poetiche

a cura di

Roberta Panizza e Bruno Mancini

Locandina Miramare 2010 OKProgetto culturale

“La nostra isola

Presentazione antologia poetica

“Ischia, mare e poesia”

Il gruppo internazionale di  “ESORDIENTI” nell’antologia poetica “Ischia, mare e poesia”

 

Roberta Panizza Miramare 2010

Roberta Panizza, curatrice dell’Antologia poetica, “Ischia, mare e poesia” ha terminato la selezione degli Autori, tutti segnalati da almeno un Pioniere del progetto “La nostra isola” che per la prima volta pubblicheranno in una nostra antologia.

 

Virginia Murru
Virginia Murru

Virginia Murru, e gli altri opinionisti del nostro gruppo, scriveranno ampiamente di loro nelle prossime settimane.

 

Qui di seguito presentiamo una succinta scheda di

Antonio Spagnuolo

 

Nato a Napoli poeta e saggista, si è dedicato sin dal 1953 alla ricerca poetica con riscontri critici di notevole interesse. È autore di numerosi volumi di poesia, quasi tutti premiati. Redattore negli anni 1957-1959  della rivista “Realtà” (diretta da Lionello Fiumi e Aldo Capasso), ha fondato e diretto negli anni 1959-1961 il mensile di lettere e arti “Prospettive letterarie”. Condirettore della rivista Iride negli anni 1975, fondatore e condirettore della rassegna “Prospettive Culturali” negli anni 1976-1980, ha fatto parte della redazione del periodico “Oltranza” negli anni 1993-1994. Nel 2007 ha realizzato la Antologia di poeti contemporanei “Da Napoli/verso” (Editore Kairòs), presentando giovani autori al fianco di una scelta schiera di storicizzati. Dirige la collana di poesie “Le parole della Sybilla” e la rassegna “Poetrydream” in internet. Collabora con riviste di varia cultura. L’amicizia ed il sodalizio con Giovanni Raboni negli anni ottanta sono determinanti per alcune sue scelte stilistiche.

E’ presente nella “Letteratura italiana” curata da A. Asor Rosa per le edizioni Einaudi.

 

Intervista ad Antonio Spagnuolo

Recensione del 28/11/2010 di Simona Leo

di Simona Leo

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in diverse antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura. Attualmente dirige la collana “Le parole della Sibilla” e la rassegna “Poetry dream” in internet. Ha scritto numerose opere, l’ultima è una raccolta di poesie, Fratture da comporrerecensito sul nostro sito.

Innanzitutto grazie per essere ospite di Temperamente. E’ per noi un grande piacere avere la possibilità di intervistare un poeta con una grande esperienza alle spalle, anche perché, purtroppo, nella nostra epoca la poesia trova ben pochi lettori. Perché accade questo secondo lei?

Grazie a lei per avermi invitato. Sono molto contento di essere presente, in questi mesi, contemporaneamente in diversi siti internet con interviste differenziate sia per contenuti che per stile.La mia esperienza nella ricerca poetica ormai risale a più di cinquantacinque anni addietro, riferendomi al mio primo volume pubblicato nel 1953, Ore del tempo perduto (Milano), e che ebbe l’avallo del grande Umberto Saba. Purtroppo, come lei dice, la “poesia” ha ben pochi lettori, anzi , con un adagio che si ripete nel tempo, “la poesia non ha pubblico”Ciò si verifica, a mio giudizio, a causa di un livello culturale, che piano piano negli anni è andato sempre più degradando, per l’imperversare dei mass media, della televisione spazzatura, del disinteresse delle classi dirigenti, della ignoranza crassa che distingue una certa schiera di docenti, deviati da quanto accadde nel 1968, infine dalla incuria di molti genitori, incapaci di inculcare nei giovani quegli ideali necessari per un “progresso eccellente”, e lasciando che si sperdano in messaggini, musiche e caos vario. L’idea della scrittura e della lettura come agire morale è una difficoltà che si manifesta in tutta la sua lacerazione nella “conoscenza” giovanile.

La poesia, in generale, è considerata da tempo un mezzo di comunicazione. C’è chi, però, ritiene che il suo fine è quello di rendere eterni il proprio vissuto, le proprie emozioni. Altri, invece, ritengono che la poesia deve avere uno scopo, che sia etico, sociale, politico o culturale, altrimenti non si può parlare di poesia. Lei, invece, come la pensa? Un componimento in versi deve essenzialmente comunicare un messaggio ben preciso?

Che la poesia sia stata sin dai tempi di Omero un mezzo di comunicazione, vuoi per il racconto di gesta eroiche, vuoi per il sollecitare di espressioni filosofiche o morali, vuoi per il canto dell’amore, è a tutti cosa nota. Oggi credo che non vi siano differenze ben nette , perché sempre punge la necessità del dire, sia per un canto d’amore, sia per un impegno sociale o politico, sia per il semplice ritmo della musicalità del verso. Chi ritiene, come lei suggerisce, che il fine ultimo sia quello dell’eternarsi attraverso un testo poetico dico che egli è un vanaglorioso, privo della certezza di un bagaglio culturale severo. Non solo, ma anche un illuso senza speranza alcuna, perché nel mare magnum dei poeti che si affacciano all’agone contemporaneo, ben pochi saranno quelli che resteranno nella “storia”.

E chi può definirsi un poeta? C’è da dire che in molti si spacciano per tali. Quindi quali sono le caratteristiche, che, secondo lei, contraddistinguono un vero poeta?

Domanda molto interessante ma con risposta rapida e concisa. Autodefinirsi “poeta” è già un atto di boria, perché la “laurea” di poeta deve dartela la critica e (bontà loro)  chi si prefigge di redigere una “storia della letteratura” degna di essere consultata. Oggi che, specialmente in internet, si sfornano poesie di tutti i generi, senza una accurata selezione, molti sono i personaggi che affollano le pagine con testi assolutamente carenti. Un vero poeta dona il meglio di se stesso con poesie serrate, coerenti, severamente concepite, poesie che non hanno sbavature o cadute stilistiche, poesie che lasciano una cicatrice infocata. Proiettare la propria molteplicità è una facoltà che pochissimi hanno.

Passiamo ora alla sua ultima raccolta di poesie, Fratture da comporre. Può svelarci cosa si nasconde dietro questo libro? Come e perché è nato? E cosa intende per ‘fratture da comporre’?

Cosa si nasconda dietro una raccolta di poesie è difficile riferire. Posso soltanto dire che l’ultima mia raccolta Fratture da comporre nasce dal quotidiano lavoro di ricerca che io opero giorno dopo giorno. Il testo presenta gli elaborati dell’ultimo anno, nati come sempre dal mio rincorrere i segnali dell’amore. Amore come eros, amore come sensualità, amore come sopravvivenza a thanatos, nel tentativo di allontanare quando più è possibile l’incombere della “fine”. Il titolo “Fratture da comporre” cela il mio timore di perdere il passato con i suoi ricordi, le sue conquiste , il suo crearsi. Le fratture quindi potrebbero essere i tempi svaporati, spezzati, da riconquistare per procedere a nuovi sentimenti.

L’aspetto più evidente è lo scorrere del tempo e, usando le sue parole, “lo stridore tra passato e presente”, tra anni virili e rughe sulla pelle. In questo c’è nostalgia, rimpianto o consapevolezza che l’inesorabile scorrere del tempo ci rende più saggi?

Giunti alla mia età è cosa giusta fare ormai i conti con il tempo passato ed il tempo che rimane, sempre più breve, sempre più poco. Il bilancio è qualcosa che spaventa, ma che aiuta anche a sopravvivere. La nostalgia attanaglia, ma i rimpianti sono da cancellare, perché l’inesorabile scorrere delle ore ci rende molto più saggi e consapevoli che la ricchezza è stata raggiunta, tra i sacrifici e le operosità realizzate.

C’è qualche altro progetto in cantiere e/o in procinto di pubblicazione?

Per tener fede a quanto detto ecco che sono impegnato a realizzare una summa antologica di tutti i miei volumi pubblicati. A partire  daCandida del 1985, con la prefazione dell’indimenticabile Mario Pomilio, (volume che mi aprì le porte della Letteratura italiana di Alberto Asor Rosa), ed a finire con una trentina di componimenti attualmente inediti. Sarà, spero, un’antologia piuttosto ricca, che si offrirà per rileggere quanto io sono stato capace di scrivere…nella illusione del canto.

Non posso che farle un grande in bocca al lupo, a nome di Temperamente, per quest’antologia, nella speranza che la passione per la poesia non vada più scemando, ma al contrario cominci la sua risalita.

Per chi vuole seguire il nostro ospite, potete visitare il blog realizzato da Antonio Spagnuolo per aggiornamenti intorno alla poesia contemporanea.

 

PREMIO POESIA PED- IL GOLFO

MIRAMARE 2010 – LULU

MIRAMARE 2010 – LOCANDINA

MIRAMARE 2010 – Il Golfo inaugurazione Prima pagina

MIRAMARE 19 LUGLIO 2010

 

MIRAMARE 20 LUGLIO 2010

MIRAMARE 21 LUGLIO 2010

MIRAMARE 22 LUGLIO 2010

MIRAMARE 23 LUGLIO 2010

MIRAMARE 24 LUGLIO 2010

MIRAMARE 2010 VIDEO

MIRAMARE 2010 FOTO

Rubrica “La nostra isola”

04 Novembre 2010

11 Novembre 2010

18 Novembre 2010

25 Novembre 2010

02 Dicembre 2010

09 Dicembre 2010

16 Dicembre 2010

23 Dicembre 2010

30 Dicembre 2010

Anno 2011

Articoli vari

Lascia un commento