Il Dispari 20220425 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220425 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220425

Gianluigi Filippini in arte Jeanfilip intervista la poetessa

Maria Francesca Mosca

vincitrice del premio di Poesia OTTO MILIONI 2021

Prima parte

Quando Bruno Mancini presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Ischia mi ha invitato, come Presidente e Ambasciatore della Sede operativa della Regione Lombardia a realizzare un’intervista alla Dott.ssa Maria Francesca Mosca, come Artista “pittore” per me è stato un grande onore condividere suggestioni emozionali.

Ho cercato di porre delle domande e riflessioni alla Dott.ssa e poetessa Maria Francesca Mosca, in quanto nella sua professione di medico di famiglia, tutti i giorni è a contatto con delle persone che soffrono nel corpo e nell’anima.

Le risposte di Maria Francesca sono state, a mio parere, gratificanti, facendo emergere la sua grande sensibilità poetica.

Per ragioni di spazio pubblicheremo in due puntate l’intervista che ha concesso in esclusiva per questa la pagina culturale del quotidiano Il Dispari, dandovi appuntamento fin da ora al prossimo lunedì.

D: – Dottoressa o Poetessa? Mi racconti…

R – Cosa posso raccontare di me?
Ho sempre svolto con passione la mia professione di medico, come medico di base, in trincea, a diretto contatto con i miei pazienti, condividendo le problematiche di vita, curando, consigliando, consolando, cercando di essere presente quanto più potevo, instaurando nel tempo rapporti di amicizia e di fiducia.
Sono grata alla mia professione per quanto mi ha dato e mi ha permesso di dare.
Nella vita ognuno di noi affronta problemi più o meno grandi, difficoltà, lutti, e il saper emergere e superare rispecchiandosi anche nelle difficoltà altrui anziché chiudersi nella propria egoistica sofferenza, può aiutare, sempre.
Nella mia vita ho messo al primo posto gli affetti familiari e dalla serenità che ne è derivata ho tratto forza ed entusiasmo per dedicarmi agli altri, non solo nella professione, ma anche nel volontariato.
Da qui tanti incontri, tante esperienze di vita, condivisioni, spunti e la scrittura scorre fluida…
Ho sempre però tenuto i miei scritti” nel cassetto” sino al 2005, quando i miei figli, leggendo per caso un mio racconto, mi hanno convinta a partecipare ad un concorso letterario per Medici Scrittori “GIAN VINCENZO OMODEI ZORINI” di Arona dove, con stupore ed incredulità, mi sono classificata al secondo posto in quell’anno e al primo posto nell’Edizione successiva, diventando poi Membro del Comitato dei Lettori del Concorso stesso con l’occasione di conoscere personalità straordinarie!
Da lì in poi ho mosso i primi passi, partecipando a vari Concorsi ed ottenendo lusinghieri riconoscimenti, che mai avrei sperato, ma soprattutto ho avuto l’opportunità di conoscere artisti, scrittori, poeti e cultori dell’arte, persone interessantissime!
Secondo me la Poesia, come del resto la scrittura, può essere terapeutica, non a caso il titolo della mia prima, breve raccolta di racconti è stato appunto “Terapia dell’Anima”.
In questa raccolta, nella criticità di situazioni emotivamente molto intense, ho cercato di far emergere il ritratto di una realtà di vita che è sì confronto con il dolore e la sofferenza, ma anche e soprattutto riscatto attraverso l’Amore.

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D: – Quando si è avvicinata alla Poesia?

:R: – La Poesia ha accompagnato la mia vita sin da bambina.
A volte con tenerezza rileggo i versi che scrivevo allora e con infantile rimpianto vorrei rivivere le prime, ingenue emozioni…:

D: – Che cos’è per lei la Poesia?

R: – Per me la Poesia è un’amica, una compagna, un rifugio in cui ritrovo serenità e armonia e, nella parola scritta, rinasce la voglia di creare, di rielaborare sensazioni ed emozioni rendendole vive e vibranti.

D: – Come e dove nasce una Poesia o Racconto?

R: – Una Poesia o la trama di un racconto nasce spontanea, quasi acquisisce con prepotenza una vita propria quando si manifesta l’urgenza di scrivere.

Basta un pensiero, una frase, una situazione e la realtà poetica si realizza immediatamente…

D: – Considerando la sua professione di medico, le sue poesie o riflessioni, nascono anche da un rapporto con le persone e la loro sofferenza?

R: – Nello svolgimento della mia professione di Medico mi trovo spesso a contatto con la sofferenza, fisica o spirituale, e il rapportarmi con le persone, condividere le loro ansie, le paure, spesso la non accettazione di una diagnosi e della malattia, la ricerca dei mille perché, mi ha sempre stimolato a cercare di dare un significato catartico alla sofferenza stessa.

D: – Come ha conosciuto l’associazione DILA e il premio “Otto milioni”?

R: – Ho conosciuto l’Associazione DILA grazie alla pubblicazione sul quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio dell’Intervista che Silvana Lazzarino ha proposto in occasione della presentazione a Roma presso la Libreria Hora Felix, organizzata dall’Associazione IPLAC (Insieme per la Cultura) del mio libro “Fili di rugiada” dedicato alle storie degli straordinari atleti dell’Hand Bike.
Ringraziando Bruno Mancini per l’attenzione riservata all’evento, ho avuto occasione di conoscere la sua straordinaria personalità e l’Associazione DILA con le molteplici e prestigiose iniziative tra cui il Premio “Otto milioni” a cui con entusiasmo e piacere ho partecipato.

Gianluigi Filippini in arte Jeanfilip intervista la poetessa

Maria Francesca Mosca vincitrice del premio di Poesia

OTTO MILIONI 2021 – Seconda parte

D: – Può raccontarmi a chi sono dedicate le sue poesie “Ti racconterò di me” e “Vestimi d’azzurro”, e quali sono stati i suoi pensieri quando ha ricevuto i Premi “Otto milioni” (secondo e terzo premio nel 2020 e primo premio nel 2021)?

R: – E’ stata una sorpresa per me scoprire di essermi classificata al secondo e terzo posto l’anno scorso (con “Vestirmi d’azzurro” e “Ti racconterò di me”) ed ancor più grande quest’anno con l’insperato Primo posto con “Bianco petalo”. Gioia e soddisfazione velata di tristezza però in questo periodo per le condizioni di salute di mio marito, ma che a maggior ragione dedico a lui, sempre a me vicino con orgoglio e complice condivisione! Le mie poesie scaturiscono sempre con immediatezza e spontaneità da situazioni contingenti, “bussano “alla porta della mia anima e la spalancano, a volte con violenza, per uscire alla luce. “Ti racconterò di me” è stata scritta in un pomeriggio di domenica, dopo una discussione con uno dei miei figli.Sono sempre stata convinta che non serve alzare la voce, basta far sentire l’amore e non c’è modo migliore che… raccontarlo…. “Vestirmi d’azzurro” invece è il frutto di una sofferta compartecipazione, in quanto membro di Giuria, agli scritti del Concorso “Gim paladino di un sogno” indetto dal Fondo EDO TEMPIA, una realtà importante per Biella, la città in cui vivo, che si occupa della prevenzione e cura dei tumori. Questo concorso è appunto dedicato ai pazienti oncologici o ai care giver che vogliono raccontarsi in questa tappa così difficile e impegnativa della loro vita. Leggendo queste testimonianze, cogliendo le sfumature dei sentimenti, sono rimasta particolarmente colpita dall’atteggiamento di protezione della maggior parte degli ammalati nei confronti dei familiari (genitori, coniugi o figli). La paura di far soffrire è emersa a volte più grande della paura stessa di soffrire, nella delicatezza di questo sentimento, mi è sembrato bello poter creare un legame di luce, con un colore luminoso come l’azzurro, tra chi deve affrontare un viaggio nell’incognita dell’infinito e chi resta, nella desolazione infinita dell’abbandono, della solitudine… ho visto questa luce come una rinascita. “Bianco petalo”, invece, la poesia vincitrice della Decima Edizione del Premio Otto Milioni dedicata ai bambini migranti, alla loro fragilità, alla speranza di vita e ad un sogno di pace…

D: – La poesia può essere una medicina dell’anima?

R: – Secondo me la Poesia, come del resto la scrittura, può essere terapeutica, non a caso il titolo della mia prima, breve raccolta di racconti è stato appunto “Terapia dell’Anima”. In questa raccolta, nella criticità di situazioni emotivamente molto intense, ho cercato di far emergere il ritratto di una realtà di vita che è sì confronto con il dolore e la sofferenza, ma anche e soprattutto riscatto attraverso l’Amore. Credo che la Poesia debba essere coltivata, certamente partendo già dalla Scuola Primaria, perché sin da bambini si deve imparare a cogliere quel sottile, impercettibile sorriso che una parola può suggerire, quella carezza in grado di far rinascere sempre e comunque la speranza…

D: – Mi parla del suo libro “Fili di rugiada”, Premio Speciale della Critica VIII Edizione Premio Internazionale Città di Pontremoli 2019 giunto alla terza edizione (ISBN 978-8832720914 Editore Ibiskos Ulivieri)?

R: – Il mio testo “Fili di rugiada” si può inserire nella categoria di riferimento “saggistica” in quanto è una raccolta di storie di vita liberamente ispirate alle vicende di alcuni atleti partecipanti al Giro Hand Bike. E’ stato scritto in occasione della Decima Edizione del Giro stesso e la stesura è scaturita spontanea in me dalle sensazioni provate seguendo alcune tappe. E’ un percorso emozionale che pone il lettore di fronte ad una realtà nuova, prima sconosciuta, che lo fa riflettere, gli fa scoprire confini ed orizzonti diversi, ridimensiona alcune priorità e ne valorizza altre. E’ come aprire una porta e vedere un mondo sì di sofferenza, ma anche e soprattutto di riscatto, di forza, di volontà d’animo, di grande amore per la vita. Il libro si apre e si conclude con una Poesia e, al termine di ogni percorso di vita narrato ad ogni atleta viene dedicata una Poesia, perché ho voluto sfiorare con una lieve carezza, con un silenzioso sussurro, come solo la Poesia sa fare, le loro preziose testimonianze di vita, di fronte alle quali spesso mi sono sentita “spiazzata”, sconcertata, sconvolta… Ho scelto come Titolo “Fili di rugiada”perché ho voluto evidenziare la preziosa forza di questi ipotetici “Fili” formati da tante gocce di rugiada, gocce di promesse che l’alba di ogni giorno ci ripresenta, dalla fragilità estrema, ma anche legami indissolubili con la vita stessa, capaci di creare ricami nel tessuto della vita là dove la triste realtà aveva provocato strappi all’apparenza irrimediabili. Fragilità e forza si concentrano in questi “Fili di rugiada” speranza per chi non ha orizzonti, confronto per chi crede di averne e comunque invisibili, ma indissolubili legami con la vita stessa, preziosa in ogni suo attimo. La copertina riproduce un quadro del Pittore Tiziano Cantoni,”Pittore dello sport” come lui ama autodefinirsi. Tutti insieme, nell’ammirare la grande forza di questi indiscussi “Campioni di vita”, insieme a loro, non solo possiamo, ma dobbiamo far volare i Nostri sogni!

 

Curriculum breve

Maria Francesca Mosca, medico scrittore, Membro della Camerata dei Poeti di Firenze. Membro dell’Associazione DILA-Da Ischia l’Arte, membro del Circolo IPLAC-Roma.

Dal 2005 ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi in concorsi letterari. Nel 2018, il 21 Marzo a Firenze, in occasione della giornata internazionale della Poesia, è stata fra i premiati nell’ambito del Memorial Duccia Camiciotti; il primo Dicembre a Palazzo Vecchio ha ricevuto la medaglia di bronzo ex-aequo per la Sez. racconto inedito alla XXXVI Edizione Premio Firenze-Centro culturale Firenze-Europa “ Mario Conti “ ambito premio letterario a livello internazionale.

Presente in numerose antologie fra cui, l’alfabeto della Poesia e Autori per l’Europa Edizioni Ibiskos-Ulivieri, Nostalgie di Natale, Arte Altrove di Bruno Mancini, La Poesia ai tempi del Corona Virus-Progetto della Camerata dei Poeti di Firenze.

Ha pubblicato la raccolta di racconti Terapia dell’anima Ediz. Lampi di Stampa; le sillogi poetiche Riflessi di emozioni e Profumo d’immenso con cui ha partecipato a due Edizioni della Maratona Poetica di Sanremo.

Membro della Giuria del Concorso Letterario del FONDO EDO TEMPIA di Biella, membro del Comitato dei lettori del Concorso letterario “GIAN VINCENZO OMODEI ZORINI” di Arona, ideatrice del concorso Kiwanis Club Victimula Pagus per le scuole del biellese.

Ultima pubblicazione il libro “Fili di rugiada”, presentato a Milano in occasione del 10mo Anniversario del Giro d’Italia Hand Bike,presentato poi al Salone del libro di Torino, al BEA, BookExpo America di New York, alla Buchmesse di Francoforte, a Roma presso la libreria Hora Felix.

Ha ottenuto il premio speciale della critica VIII Edizione Premio internazionale Città di Pontremoli. Si è classificata al Secondo e Terzo posto alla nona Edizione del Premio di Poesia Otto milioni 2020 e al Primo Posto alla Decima Edizione del Premio di Poesia Otto Milioni 2021

 

NOTE CONDIVISE

attualità e poetica in una nuova opera

di Gioia Lomasti in collaborazione con Luciano Somma

 

Dopo una lunga amicizia scandita da condivisione ed assidua collaborazione attraverso la scrittura, nasce questo volume disponibile sui maggiori webstore e in libreria e tramite il canale di distribuzione.

Gli articoli trattati dagli autori collocano la poetica come punto cardine per la realizzazione di molti degli argomenti odierni tra storia, arte in genere e reminiscenze, unendo emozioni nella energia testuale.

Gioia Lomasti nasce a Ravenna, appassionata di letteratura nel suo insieme sin da bambina conquista l’attenzione della critica letteraria con la partecipazione a concorsi di poesia ed eventi culturali che la vedono tra i posti d’onore.

È autrice di opere in poesia e prosa dedicando parte dei suoi scritti al cantautorato italiano.

Co-fondatrice del sito vetrinadelleemozioni.com, spazio che riserva all’arte e alla musica.

Luciano Somma è nato a Napoli, diversi anni or sono, ha iniziato a scrivere testi per canzoni e poesie dall’età di 13 anni.

All’attivo moltissime pubblicazioni poetiche singole o in antologie anche scolastiche.

Collaboratore dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, fin dalle origini della sua costituzione, e della redazione di questa pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Luciano Somma ha scritto e scrive su un numero imprecisato di periodici, ha vinto centinaia i premi  tra cui due medaglie d’argento del Presidente della Repubblica, ed ha ricevuto la Laurea nel 1987 H.C. in lettere e filosofia.

È il poeta più presente in internet, decine i titoli accademici.

NOTE CONDIVISE DI GIOIA LOMASTI E LUCIANO SOMMA, L’ATTUALITÀ ESPOSTA ATTRAVERSO LA NOSTRA POETICA – ISBN 9791220396639 – distribuito da youcanprint.

Adriana Iftimie Ceroli ritorna a pubblicare i suoi “Simbolicamente”.

Bentornata Adriana nella Redazione di questa pagina culturale!

 

SIMBOLICAMANTE IL CERVO

 

Il cervo è stato spesso paragonato all’albero della vita perché ha le corna che si rigenerano periodicamente.

è il simbolo della fecondità, del ritmo della crescita e della rinascita.

Questi valori si riconoscono sia nelle decorazioni dei battisteri cristiani, ma anche nelle tradizioni musulmane, maya, pueblo ecc.

Allo stesso modo, il cervo è l’annunciatore della luce e fa vedere il sentiero verso la luce del giorno. In alcune civiltà, questa caratteristica prenderà un’ampiezza cosmica e spirituale.

Il cervo diventa un mediatore tra il cielo e la terra, come simbolo del sole che risorge e si alza sul cielo infinito.

Più tardi, raffigurato con una croce sulla fronte, diverrà l’immagine di Cristo.

Messaggero del divino, esso rappresenta alla serie di simboli associati: albero della vita, le corna e la croce.

Nell’iconografia mitologica greco-romana i cervi vengono messi a guidare il carro della dea Diana, dea della caccia.

 

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20220411

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma – 14a e ultima puntata

Capitolo sesto

[—]

Meno uno.

La donna guascona lasciò trascorrere l’attimo necessario a che l’eco spersonalizzata di quella condanna estrema giungesse nel buio della mia salita tra curve di strade sconnesse costeggianti infidi burroni, ed allo sguardo immobile di Petrus impose: «Continua».

Io finii, con la memoria, in miseri vicoli malfamati al centro di un inestricabile labirinto diramato giusto alcuni passi dietro vetrine, dal lusso sfacciato, esposte sulla strada famosa per i monumentali palazzi della nobile società napoletana.

Tra folla di gente in lotta per la sopravvivenza, ancora maggiormente mortificata dal contatto fisico con i vicini spregiudicati venditori di beni essenziali a tassi d’usura.

Ero dove la luce del sole non si presentava per non avvilire lo scuro delle anime vaganti, dove i giorni non contavano perché sempre tutti identici ed inutili, dove i bambini ed i vecchi non conoscevano diritti, dove la vita di un forestiero valeva un quinto del suo orologio, dove le sigarette le droghe le puttane, dove, allora, quando… quando mi sembrava di incontrare Gilda adolescente, spilungona e scorbutica, che rompeva il naso ai maschi se la trattavano da femminuccia, salvo poi correre verso le mie gambe che reggevano la grossa moto regalo dell’ultimo esame universitario.

«Firma il registro» mi disse Aurora, contemporaneamente mostrando a tutti un ventaglio di seta giapponese, aperto, dai colori sgargianti, che la donna dell’appuntamento, la dolce Edith, l’anima della fantasia da sempre per me inseparabile compagna in tutte le vicende letterarie, aveva inteso consegnarle quale pegno d’adesione alla mia scelta.

Simile alla sua, certamente difficile.

Entrambe stupende per quanto di eterno, infine, avevano meritato nell’assoggettare ad un caduco amore terreno una immortalità esautorante qualsiasi sentimento.

Era quello stesso ventaglio modellato a forma di conchiglia che lei, la dolce Edith, la donna dalle mani ambrate, aveva agitato in semicerchi minacciosi voltando e voltando il busto eretto nelle lame del vestito nel giorno, per lei decisivo, del suo tenero «Appuntamento» con l’uomo dallo smoking bianco senza sfumature e dal fiore di ginestra (ginestra, fiore amato dalla mia donna) all’occhiello del bavero.

Non ebbi alcun dubbio nel comprendere la forza del sentimento che la cara Edith mi manifestava.

Congiunte dal lucente tessuto orientale, le stecche di bambù erano imperniate, nella parte inferiore, tramite un particolarissimo anello d’oro bianco con pietra di rubino.

Inconfondibile, esso era stato l’inseparabile gioiello dell’uomo dall’impeccabile smoking bianco senza sfumature e nessuno avrebbe mai potuto costringerlo a separarsene.

Era evidente che lui aveva deciso di privarsene da solo, lui, il professore Edoardo, lui, lo spietato cervello del tormento stilistico che aveva scavate le mie idee.

Non ebbi alcun dubbio nel comprendere il valore inestimabile del dono che mi offriva.

Aurora chiuse il ventaglio, lo roteò di mezzo giro e lo tenne in bilico sulla falangina dell’indice puntato verso di me.

Bene in vista.

Al centro della luce proveniente dalla finestra aperta.

Osservai per qualche attimo il suo volto impassibile e poi di nuovo rivolsi la mia attenzione al ventaglio fermo a mezz’aria, immobile, bene in vista, al centro della luce proveniente dalla finestra aperta.

Simile al braccio di una bilancia posato sul cuneo formato dal dito di Aurora, non dondolava.

Conoscevo troppo bene la Donna Guascona per non comprendere la doppia allegoria del messaggio che mi stava inviando.

Non ebbi alcun dubbio.

La fantasmagorica illusione ottica decorata sulla scintillante seta orientale, in perfetto equilibrio con la preziosa durezza della gemma di corindone rosso!

Nel mondo dell’arte, la fantasia ed il tormento stilistico, pur distinti e disuguali, si sarebbero equivalsi se fossero stati sorretti dal gancio della verità!

Nel mondo dell’esistenza, l’anima ed il cervello non avrebbero dovuto sopraffarsi per non precipitare entrambi!

L’indice della mia amica Aurora era rivolto verso di me, né per minaccia, né per richiamo, ma come segno di scelta elettiva.

Ritornai lentamente con lo sguardo negli occhi di Aurora, affinché vedesse le mie palpebre chiudersi tre volte.

Avvicinai il registro ad un bordo del cavalletto di sostegno, e con grande sforzo di concentrazione riuscii ad imprimere un sottile tratto accanto alle altre firme.

Poco più comprensibile del breve tracciato di un elettroencefalogramma, cardiogramma, quasi piatto, il mio nome, la quinta firma, avrebbe dovuto concludere il rito.

Fu come estrarre la madreperla a quindici metri di profondità in un’apnea al sorso finale.

Zero.

Il gesto ipnotico con il quale calai la testa per apporre la firma, e la lieve torsione del busto verso il lato del leggio, furono sufficienti a che l’ombra che m’incombeva alle spalle, il sofferto spirito di assurde avventure, il mostro ingordo e allucinato, fantasma tra le grotte inesplorate della mia coscienza, Ignazio, notasse le dita affusolate e l’inconfondibile armonia dei gesti che compivo.

 

La “Signora” disse «Ora».

Petrus chiuse gli occhi.

Ignazio, si spostò di un passo per scrutare le pieghe nascoste del mio viso.

Ci eravamo lasciati da così poco tempo che a lui, mio fratello gemello, bastardo avventuriero, furono sufficienti minimi particolari per riconoscermi.

La Donna Guascona infilò l’anello nuziale al dito della sposa.

Petrus compì lo stesso rituale all’anulare della mia mano.

Ignazio, il tormento di ognuno dei giorni e di tutte le notti che avevo trascorso insonni, l’umanizzazione della mia fantasia, scelse da solo la sua parte nella storia che andava a compimento.

Giunse al nostro contatto, avvicinandosi con i movimenti armonici di mia sorella, estrasse dalla tasca l’arma preferita per le sue battaglie (poteva sembrare una maxi penna stilografica), e con la voce profonda di mio padre scandì:

-«Manca un sigillo al vostro amore perché io possa andare a guardare il bene che non ho fatto.»

Con le dita affusolate di mia madre…

Bum

si fece esplodere la cartuccia… Bum

tra gli occhi

Bum

Uno schizzo rosso sangue…

Bum

sparso sull’album delle nostre nozze…

Bum

fu la sesta firma, la sua, posta ad avallare il sogno della mia vita.

Non firma, sigillo, aveva detto.

Ignazio, l’immortalità dei miei pensieri, liberò per noi, con il clamore che si conviene ad un amante tradito, la tanto attesa felicità terrena.

La sua sesta firma, il definitivo sigillo, fu l’indelebile riconoscimento della mia nuova coscienza.

Mi girai, guardai il suo corpo a terra con gli occhi vitrei in una maschera rossa, finsi di non riconoscermi, lo riconobbi, non piansi per non svelare il segreto del mio passato.

Strinsi in un abbraccio, antico e nuovo, Gilda, l’iconografia di tutto quanto avevo ed avrei amato, per sussurrarle, con il solo pensiero:

-«Il tormento è finito. Per me la vita ricomincia. La nostra unione sarà perfetta. Io per te sarò migliore».

Isidoro, il pupo giovane e adulto, non più frutto di un incontro sbagliato e prematuro, ci corse incontro con i movimenti armonici di mia sorella, mi strinse le gambe con le dita affusolate di mia madre, chiedendomi, tra pianto e sorriso, e con la voce profonda di mio padre:

-«Papà, papà mio, vorrai bene un poco anche a me?»

Fine

Dedicato a mia madre, dopo tanto tempo.

24/08/05, ore 03,15

Per Aurora volume terzo di Bruno Mancini

 

 

 

 

 

 

Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA

CS | Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Nazionale Cantanti Lirici

Dando seguito al ns. CS del 21 febbraio 2022, comunichiamo i nominativi degli Artisti e dei Collaboratori DILA dei quali è stata accettata l’iscrizione al progetto culturale, sportivo e sociale denominato “Nazionale Cantanti Lirici” (nato nel 2016 da una iniziativa della compianta carissima Paola Occhi nell’ambito della sua partecipazione in qualità di Presidente della Sede Operativa DILA dell’Emilia Romagna):

Bruno Mancini – Presidente; Rosalba Grella – Vice Presidente; Gaetano Di Meglio – Addetto stampa; Angela Maria Tiberi – Scrittrice; Liga Sarah Lapinska – Traduttrice; Maria Luisa Neri – Musicista; Dalila Boukhalfa – Traduttrice; Chiara Pavoni – Regista; Milena Petrarca – Pittrice; Anna Di Trani – Direzione Commerciale; Christian Starinieri – Baritono; Francesca Palmentieri – Soprano; Graziano De Pace – Basso Baritono; Tiziano Barbafiera – Tenore; Alessandro Fantoni – Tenore; Elisa Benadduce – Soprano; Leonardo Cortellazzi – Tenore; Aleandro Marian – Tenore; Emanuele Cordaro – Basso; Tiziano Barontini – Tenore; Alberto Bianchi Lanzoni  – Basso; Leonardo Caimi – Tenore; Marco Iezzi – Tenore; Orlando Polidoro – Tenore; Alessandro Carmignani – Tenore e Controtenore; Alessandro Fantini – Tenore; Carlo Giacchetta – Tenore; Claudio Sgura – Baritono; Luciano Ganci – Tenore; Paolo Lardizzone – Tenore; Francesco Malapena – Tenore; Nicholas Ceragioli – Controtenore Pianista.

Con votazione palese i suddetti iscritti hanno nominato MARCO IEZZI loro portavoce nel rapporto con l’Associazione DILA, ciò allo scopo di fare in modo che tutte le iniziative che verranno attivate da DILA siano preventivamente concordate con gli iscritti in elenco.

A partire dal prossimo lunedì pubblicheremo, su questa stessa pagina, succinte schede informative delle professionalità di tutti i membri della Nazionale Cantante Lirici, ed entro le prossime settimane metteremo a punto un calendario delle prime attività che intenderemo intraprendere.

Ringraziando per l’attenzione e per la diffusione, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.

INFO: [email protected]

Liga Sarah Lapinska intervista la pittrice Irina Befa

D: -Nei tuoi dipinti racconti la storia della tua vita?

R: -Sono nata in Kazakistan nella città di Kizil – Orda, ho vissuto diversi momenti difficili, proprio come tutti noi.

Sono arrivata in Germania nel 2003 e sei mesi dopo ho perso la mia figlia maggiore, Ludmila, in un incidente d’auto. Aveva 15 anni.

In quel momento io sono morta spiritualmente. 

La vita è diventata priva di significato per me.

Ma per l’altra mia figlia più giovane, mi sono imposta di combattere per la vita, e quindi ho deciso di dipingere in modo che Ludmila, in paradiso, fosse orgogliosa di sua madre.

Ora dipingo quando ho ispirazione e uno stato mentale creativo, insomma dipingo con cuore, anima ed emozioni.

Amo questo mondo e il mondo dell’arte, ammiro la rugiada che riflette il sole in tanti colori, la pioggia, l’arcobaleno che sorge dopo la pioggia, i fiocchi di neve tutti unici e irripetibili.

Le astrazioni sono il mio stile. I miei dipinti non possono essere ripetuti, come la natura.

Potrei dipingere per interi giorni. 

I miei primi dipinti erano neri. 

Erano come il mio dolore e la mia tristezza per la figlia perduta.

Dipingere è stata la mia salvezza: il ritorno alla vita.

Ringrazio le persone che mi hanno supportata.

Sono grata al mio destino che mi ha dato l’opportunità di incontrare il grande personaggio e pittore Ajub Ibragimov che, vedendo le mie opere, creduto in me.

Ajub mi ha aiutato molto.  Ha anche lui incontrato molte difficoltà .

Non è facile a 40 anni ricominciare la vita da zero.

Poi il destino mi ha fatto un altro regalo facendomi conoscere te, Liga Sarah, che sei una meravigliosa giornalista dall’anima grande e pura.

D:-  C’è forza interiore e speranza nei tuoi dipinti ed anche la tragedia. Assomigliano alla musica. Cosa ti ispira?

R: -Sì, paragono i miei dipinti alla musica. Con sinfonie e suite. Quando dipingo, ascolto musica. Secondo il diverso umore. Ascolto Bach, Beethoven, Bellini, Lara Fabian, Alice. A volte canto mentre dipingo, imparando le lingue nello stesso tempo.

I miei dipinti sono unici, il tema è l’universo, ecco perché piacciano. 

Amo la natura e spesso dipingo nella natura quando splende il sole. Dipingo e mi rilasso.

Mi piace nuotare… sono una ex atleta.

 

D: -Dipingi solo?

R: -No, sto scrivendo anche un libro. O meglio, saranno diversi libri.

Della la mia vita. Non ne rivelerò il contenuto per mantenere l’intrigo.

Sono anche fotografa e come tale preferisco ritrarre gli anziani e le vedute.

D: -Sei stata in Italia?

R: – Non sono stata in Italia, ma sogno di andare anche nella vostra bella isola d’Ischia.

Mia figlia è stata lì e si è innamorata di questa terra. Voglio innamorarmi anch’io dell’Italia.

Perché c’è tanto sole in Italia e persone divertenti e reattive.

Bella architettura, molti pittori, grandi cantanti e compositori.

D: – Come vivi in Germania?

R: – Cerco di realizzarmi come artista.

Nel 2021 ho partecipato alla mostra internazionale di Zurigo. 

La mostra si è svolta nonostante i problemi della pandemia.

Ha avuto luogo anche la mia prima mostra personale.

Ho una piccola galleria, Kunst Schtube.

Nel salone di bellezza, Bella Luna Thalasso Institut, non solo si ha l’opportunità di indossare una maschera, ma anche di godere e apprezzare l’arte.

D: -Hai nostalgia per i luoghi nativi?

R: -Sì, sono molto nostalgica della terra in cui sono nata. La mia infanzia è stato il periodo più importante della mia vita, quello in cui si forma il carattere e si sviluppa l’idea di come reagire in una situazione o nell’altra.

Ma, soprattutto, è importante per l’amore che ricevi.

Quanto a me, da mia madre.

È poi capire cosa significa amare e rispettare le persone.

E un’altra fase della vita in cui ami tutti, ma in modo già diverso. 

D: – Un tuo desiderio per noi tutti?

R: -Amatevi uno per l’altro perché la vita è breve.

La pace sulla terra è fondamentale.

Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA
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Il Dispari 20220404 – Redazione culturale DILA
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Due poesie di BRUNO MANCINI

 Dalla raccolta di poesie

“Davanti al tempo”

(1960 – 1963):

Lampi di vitrea luce

 Lampi di vitrea luce

riflessi

da universi di lacrime

la fantasia scolorano.

 

—————————-

 

Dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

 (1962 – 1964): 

Le vacche magre

 

Le vacche magre

le vacche grasse

le vacche bianche

gli urli di morte

gli sgoccioli di pioggia

le fughe di treni

gli incontri, le attese, le pause

lo sguardo che attende

che posa

che cerca

che rompe.

 

La mano è buttata nella tasca

 

 

Il Dispari 20220404

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILACS | Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha ricevuto la seguente comunicazione da [email protected] tramite aruba.it, il giorno 23 marzo 2022 alle ore 09.37:

“Complimenti Da Ischia L’Arte – DILA Mancini
La tua iniziativa e’ stata convalidata.
A breve verra’ pubblicata sul sito di ‘Il Maggio dei Libri 2022’.
Grazie e a presto.
La redazione del Maggio dei Libri 2022”.

L’iniziativa in riferimento nella e-mail, è denominata
DILA in vetrina
e consiste in ben 38 puntate di eventi web che andranno in rete dal 23 aprile al 31 maggio 2022 tutti i giorni alle ore 19.00 sulla pagina

Maggio dei libri


e su tutti i social e i siti web che affiancano i nostri progetti culturali.

Le puntate conterranno video letture, interviste, musiche, arti grafiche, eventi organizzati e realizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione “ADA” di Dalila Boukhalfa.

Le puntate saranno dedicate a degenti, adulti, anziani, donne, insegnanti, professionisti, stranieri. studenti, artisti, scrittori, pittori, musicisti, giornalisti, editori e si svilupperanno sui seguenti temi: arti, arti visive, folklore, letteratura, paesaggio, sociale, musica, teatro, culture estere, artigianato.

Alla produzione dei video, che saranno realizzati a cura del sottoscritto, sono invitate ad intervenire tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e all’estero, tutti coloro che ricoprono cariche operative nell’ambito delle varie attività di DILA, e mi riferisco, in particolare, ad Adriana Iftimie, Anes Chenah, Angela Maria Tiberi, Anna Di Trani, Assunta Gneo, Cecilia Salaices, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Enzo Casagni, Flora Rucco, Giuseppe Lorin, Jeanfilip, Lucia Fusco, Luciano Somma, Mafalda Cantarelli, Manal Serry, Maria Luisa Neri, Milena Petrarca, Natalina Stefi, Nicola Pantalone, Roberta Panizza, Rosalba Grella, Rosaria Zizzo, Stefano Degli Abbati, Virgilio Violo, Yousra Chenah, ed anche tutti i miei contatti.

Tenendo presente che TUTTI i vostri contributi dovranno pervenire a [email protected] entro e non oltre il prossimo 10 aprile, per concordare le modalità di realizzazioni e i tipi di contenuti da inserire nelle puntate potrete contattarmi al tel. 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23).

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

CS | Concorso Musicale Internazionale “Note sul Mare”

Il Concorso si svolgerà nelle mattinate dei giorni compresi tra il 2 e il 7 Maggio 2022 in via Paolo di Dono 31 a Roma in zona Eur.

Potrete leggere il Bando al link

https://dila.altervista.org/concorso-note-sul-mare-x-edizione/

Si dà la possibilità di partecipare alle selezioni inviando un dvd o un link con la registrazione della propria esecuzione che dovranno pervenire insieme alla domanda di iscrizione entro il 5 Aprile 2022 all’indirizzo mail [email protected] oppure per posta all’indirizzo: Neri Maria Luisa, via Aniene 5, 00010 Sant’Angelo Romano RM.

Qualora si venisse ammessi al Concerto dei finalisti, per partecipare ai premi finali sarà necessaria l’esecuzione in presenza.

I criteri di valutazione attuati dalle varie Commissioni saranno:

Per i solisti

  • 1) base minima di 60/100
  • 2) padronanza tecnica del brano: correttezza delle note eseguite, intonazione, ritmo, uso del pedale, espressività musicale suddivisa in dinamica, fraseggio, ricerca del suono
  • 3) bonus all’interno delle categorie in considerazione delle varie età dei candidati
  • 4) i singoli commissari avranno una scala da 1 a 5 per dare un loro parere sul “poco-abbastanza-pienamente” raggiungimento degli obiettivi
  • 5) tutti i commissari voteranno per tutti i candidati ed il risultato sarà la media di tutte le somme dei punteggi dati alle varie voci, il risultato finale sarà dato dalla media di tutti i punteggi di tutti i commissari
  • 6) le valutazioni saranno pubbliche e il concorso verrà videoregistrato

Per la musica da camera oltre ai criteri di cui sopra verranno valutati

  • 1) L’identità interpretativa
  • 2) L’equilibrio sonoro
  • 3) L’equilibrio delle difficoltà tecniche. Per i gruppi scolastici saranno valorizzate oltre i criteri di cui sopra le seguenti voci: intonazione, insieme, orchestrazione, ritmo complesso, uniformità dell’abbigliamento, con bonus in base all’età

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just
 

Just Walking on the rain…
Io ero
nel ventre di mia madre
-… of english, american…-
io ero
contratto, assordato, sballotto lato
-…bombs-.
io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Napoli.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV