La mia isola presenta Fabio Salvi

La mia isola presenta Fabio Salvi

comeicinesi
Cultura letteraria
del 22/04/2010 176 visite 1 voti

Nel caotico marasma del movimento culturale italiano odierno, non è raro imbattersi in personalità assolutamente particolari ed innovative, in grado di raggiungere una certa notorietà (con annesso successo editoriale), senza far capo alle “major”, a quelle case editrici il cui potere è, ancora, in grado di determinare i trend e gli andamenti di tutto il mercato letterario. E’ senz’altro questo il caso di Roberta Panizza, di Nunzia Binetti, di Virginia Murru, di Dalila Liguoro e senz’altro anche di Fabio Salvi, artista completo e di gran talento che ha trovato, e va ribadito a costo di ripetersi, ad Ischia (e nell’humus del progetto “La mia Isola” curato dall’inossidabile duo Mancini-Panizza) il luogo adatto per la completa espressione del proprio animo lirico.

Classe 1975, ascolano, impegnato in campo sociale come in quello artistico con la recente nomina ad Assessore alla Cultura del Comune diVenarotta, Salvi si costruisce, de facto, il primo palcoscenico di una certa importanza grazie ad un intelligente utilizzo delle possibilità offerte da Internet e dalle tante piattaforme (blog e forum in primis), in grado di sdoganare delle opere originali presso un pubblico altrimenti irraggiungibile, e che potenzialmente conta milioni e milioni di lettori.
C’è anche però l’altro lato della medaglia: il rischio maggiore è quello di non avere fortuna, di sfruttare tantissimi canali senza però utilizzarne realmente nessuno, perdendosi infine. Un rischio che l’autore ascolano ha evitato grazie al suo continuo proporsi, al suo continuo “lanciarsi” in contesti nuovi, suscitando infine l’attenzione di persone in grado di esaltare e svezzare il suo talento.
Il quadro è quindi quello di un poeta dallo stile delicato ed elegante, che fa della tecnica uno strumento e non un’ossessione, in grado di dar sfogo alla propria straripante, matura emotività in modo originale e sempre toccante, in un continuo rincorrersi di immagini altamente evocative nella loro stessa quotidianità e di scelte lessicali asciutte e mai banali.
In effetti il dato nuovo è proprio questo: di artisti in grado di rivelarsi originali ed efficaci senza scadere necessariamente in uno sperimentalismo che troppo spesso sfocia nell’autocompiacimento e nell’egolatria, ce ne sono senz’altro pochi, forse addirittura pochissimi, e non tutti riescono a “sopravvivere” alle difficoltà comuni ai primi anni di carriera.
Un capitolo a parte merita poi l’approccio generale di Salvi al poetare: un avvicinamento sincero e sentito che nulla ha a che spartire con la ricerca estetica o velleità commerciali, e che deriva in massima parte da un’introspezione attenta e continua, seppur pacata, del proprio mondo interiore.
La poesia assume dunque il ruolo di purificatrice, e al contempo catalizzatrice, di un mondo interiore perennemente assediato dai ritmi esasperati e frenetici dell’uomo moderno, un evento intimo in grado di contrapporsi decisamente alle spinte esteriori e di formare un’ideale zona di vuoto in cui riscoprire pulsioni e passioni vere, una ricerca introspettiva lucida e garbata che rinviene lo spirito più genuino dell’umanità e lo esalta, a dispetto di tutto il resto; qualcuno lo chiama semplicemente vivere.
Va accolto allora come un segno di grande importanza il fatto che un giovane autore dalle doti così particolari abbia trovato proprio ad Ischia una delle prime importanti consacrazioni, con l’inserimento nel progetto “La mia isola” al fianco di altre personalità di esperienza molto maggiore, come lo scrittore nonché ex consigliere di Cassazione Alberto Liguoro, come Umberto Maselli, come quel Luciano Somma che il quotidiano “Il Giornale” ebbe a definire come “il Poeta più cliccato del Web”, e la tenace Clementina Petrone, responsabile e curatrice di un numero infinito di eventi culturali.
Un feeling, quello tra Salvi e la nostra isola, che certo non può sorprendere in virtù dei continui input culturali che da qui sono partiti, specie negli ultimi anni.
Un feeling che si inserisce nell’ottica di quelle dinamiche che hanno permesso lo sviluppo di un filone di antologie letterarie di notevole successo, autentico caso letterario in un mercato ormai sterile ed oberato dall’ingombrante presenza dei soliti noti.
Un feeling, e siamo qui nel campo delle considerazioni personali, che si nutre e si rafforza in quanto Ischia è uno dei pochi luoghi adatti a sostenere ed incoraggiare la disincantata malinconia del Fabio Salvi uomo e poeta, ad accoglierne i pensieri, ad accompagnarne le sensazioni. Un rapporto osmotico che ha però anche esportato un pezzetto di Ischia nelle Marche, facendo sì che il Comune di Venarotta, di cui Salvi è come detto assessore, patrocinasse le prossime edizioni dell’antologia poetica direttamente, al pari dei consigli cittadini isolani, portando un gustosissimo pezzetto dell’Isola Verde fin nelle Marche, e garantendo un ottimo ritorno d’immagine.
Ischia ha insomma un nuovo amico, e un Poeta ha una nuova Musa, cosa sicuramente non da poco. La speranza è che seguendo quest’esempio anche le infinite forze sopite dell’underground culturale isolano possano trovare la forza di uscire alla luce del sole e di accettare la sfida di un futuro ormai piuttosto prossimo.
Sacha Savastano

Note dell’autore

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I commenti

Commento 12565
Roberta il 23 apr 10 7:45 ha commentato:
Un grazie al Corriere dell’Isola che diffonde notizie sui “nostri” autori

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