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La scelta

Sunrise

è il nick di un/una nuovo/a amico/a del progetto culturale

La nostra isola

ideato da

Bruno Mancini

– Alcune sue pagine
Notte

Lucciole

La scelta

Al fianco della sua Violetta

La scelta

Piove e sono bagnato mentre aspetto che la lunga notte scompaia. Le goccioline candide scendono, ma quest’idea non mi lascia.
Piove e ammiro ogni nuvola del cielo.
Meglio rivolgere i miei occhi a loro anziché a codesta fila inusuale.
Il monte alle mie spalle non cesserà di esistere questa notte, mentre io…
Piove e son bagnato mentre osservo questi occhi scomparire, lentamente fra le file.
Ne salgono mille su di questa scalinata di bamboo, ognuno gemello al primo, ognuno gemello al secondo, ma con una storia diversa.
Cercano i loro cari.
Ed io tremo.
Piove e la neve pare sciogliersi sotto i piedi, e loro cadono, cedono fra i passi e fra i gradini.
Mi danno uno scudo, dicono che mi servirà: è grande. è intrecciato. è di bamboo.
Una lancia fra le mie mani, incitano di tirare forte: è’ debole. è di bamboo.
Mi rivelano i segreti della scalinata su cui poggio i piedi: è lunga. è anch’essa intrecciata. è anch’essa di bamboo.
Colui che chiamo fratello, ma fratello non è, m’insegna in pochi attimi la sua vita di tortura.
Lo fa con me, che sono il suo fabbro.
Lo ha fatto con Amin, il macellaio, al gradino inferiore,.
Lo fa con Jaid, il suo stalliere, al gradino superiore,.
Lo farà lungo tutta questa scala.
Ognuno di noi osserva: deve farlo. Dinanzi a noi solo l’abisso e una colonna di fumo grigio che sale. Lì esistono i nemici. Lì esiste la nostra morte.
Solo il suono dei tamburi, questa notte, spezza il sibilo della pioggia.
Salgono ancora le donne. Salgono coi loro figli. Salgono lungo la loro strada di vita.
Finché sale la mia anima gemella, trovo i miei occhi dolci.
è bella la mia donna.
Resto immobile ad osservarla: le parole sembrano silenzi bui e i silenzi parole.
In uno sguardo osservo la mia vita futura, quella trascorsa. Notti di sogno e di follia, notti di vecchiaia. Notti di eleganti conquiste scivolano via con lei. Vorrei toccarla. Toccare quel dolce viso che tanto m’ammaliò quel giorno di fine estate.
è bella la mia donna.
Vorrei solo fermare il tempo e restare con lei fino alla fine dei giorni, dei miei. Ma credo che lei lo stia facendo. Si ferma. Il suo profumo immutato mi conquista e mi riporta alla nostra casa. Semmai mi perdessi, qui, su di questa montagna, saprei ritornare a casa. Semmai mi perdessi fra i miei ricordi, il suo profumo saprebbe riportarmi serenità. è bella la mia donna. Non mi bea della sua voce, ed io silenziosamente prego per un suo sibilo. Ma ella resta muta, e con il suo silenzio ella mi parla. Mi racconta del suo amore. Mi racconta di nostro figlio, Samuele che verrà a mesi. Mi racconta che presto ci rincontreremo. E se non sarà domani, sarà quando anche lei appassirà. è bella la mia donna. è magicamente folle osservarla qui, e credere in un bacio infinito. Ma non lo fa. Non mi bacia. Mi parla col suo sguardo. Sorride. Com’è dolce. Poi passa oltre. Sa che tempo non c’è n’è e la strada è lunga: con o senza di me.
Sale anche il mio fratello, improvvisato mangiatore di uomini, m’insegna un trucco appena imparato e poi parla:
“Se vuoi andare con loro, con lei, fallo adesso!”
Vorrei mille e mille volte abbandonare questa mia tomba per restare col mio amore. Avere una casa. Crescere mio figlio. Diventare uomo. Diventare ciò che non sono. Semplicemente possedere la mia felicità. La mia dovuta felicità.
Perché mai quando ci accorgiamo d’essere felici è solo perché la felicità è finita?
Non potremmo noi, accorgercene prima? Prima di questa stupida invasione. Prima che mi tatuassero col marchio di soldato. Prima di questa scalinata di bamboo.
Potrei lasciare la mia lancia troppo fine, e scoprire il mio petto nudo da questo scudo grande e correre. Sono giovane: ottimo corridore. Andare da lei girarla e baciarla, possederla, inginocchiarmi di fronte a lei. Vivere per lei. Riprendermi il mio futuro le mie voglie i miei sbagli i miei errori e la mia felicità.
Ma i tamburi vibrano, tremano, fanno sbiancare questa pioggia e questa montagna infinita.
Lassù il passo che salverà loro la vita. Quaggiù la mia tomba. Ora ho paura, i nemici hanno i denti sul petto ed io son bambino. Ho paura e non posso averne. Ho paura ma non posso mostrarla. Stanotte morirò con i miei fratelli improvvisati carnefici, su di questa scala di bamboo. Vorrei volare via come l’aquila. Volare da lei. Dalla mia donna. è bella!
Ma non posso.
Non posso andare da lei.
Lo devo fare per lei e per lui. Così facendo crescerà forte e sano e libero. Libero da questi mangiatori di cielo.
Libero dai tamburi che rombano.
Io devo restare per lei. Io non esisto e lei vivrà. Anche il mio futuro vivrà attraverso il suo grembo. Ogni guerriero deve avere una ragione, fare una scelta per morire. Si può morire per gli altri e si può morire per se stessi. Io scelgo di morire per lei, e me. Io scelgo di restare fermo e forte su di questo solido mondo a raffreddare le gote nella neve. A frenare la loro disfatta. Sia luce per loro e buio per me.
Piove e son bagnato mentre aspetto che questa lunga notte scompaia, ed io con lei.

Sunrise

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